Quando l’associazionismo è donna

Quando si parla di associazionismo, il rischio è di cadere nella retorica del femminismo.

È per questo motivo che, sono nati sempre più movimenti che riconoscono il  ruolo della donna quale risorsa indispensabile per tutta la società. Tra questi opera la BPW (Business and Professional Women).

La prima guerra mondiale aveva spinto le donne a lavorare fuori dall’ambito familiare, colmando, così, il vuoto lasciato dagli uomini impegnati sul fronte. Il governo degli Stati Uniti d’America affidò a Lena Madesin Philips, laureata in Legge nel 1917 presso l’Università del Kentucky, l’incarico di organizzare le donne lavoratrici, per inserirle nella Young Women’s Christian Association. Questa esperienza le consentì di procedere al censimento delle donne americane impegnate nelle professioni e negli affari.

Nel 1919 fondò la FBPW (Federation of Business and Professional Women) con il fine di potenziare il senso di responsabilità nella donna lavoratrice, elevarne il livello di cultura e di preparazione, renderla idonea ad intraprendere qualsiasi carriera, senza discriminazione di sesso e di razza. Era profondamente certa, inoltre, che una Federazione Internazionale di donne dedite agli affari e alle professioni avesse una grande missione.

Nel 1928 Lena Madesin Phillips arrivò in Europa, il continente che dopo la guerra aveva stabilito contatti economici, sociali, politici e culturali, con gli  Stati Uniti d’America, per estendere le finalità della Federazione Americana. A Roma Maria Castellani fu nominata nel 1928 delegata per il movimento in Italia, che portò alla formazione di un Circolo di Professioniste ed Artiste con medesime finalità cui tendeva la Federazione Americana. L’anno successivo fu eletta Presidente Nazionale dai circoli di Roma, Milano e Napoli che avevano fondato la Federazione Italiana, Associazione Donne Professioniste ed Artiste, con scopi di assistenza e cultura.

Oggi la Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari), appartenente alla Federazione Internazionale BPW (Business end Professional Women), è composta da più di 11000 donne. Su tutto il territorio nazionale esistono 287 sezioni, raggruppate in 7 distretti, il cui obiettivo comune è quello di promuovere le iniziative delle socie, sviluppare i loro progetti, sensibilizzare gli organi di competenza.