In occasione dei 90 anni dalla fondazione della Sezione Roma FIDAPA BPW Italy, abbiamo chiesto alle artiste della nostra sezione, di pensare e realizzare una installazione dedicata all’effimera definizione di “femminilità”.

Termine che evoca pensieri ed immagini diverse a seconda dei tempi, della cultura e della società in cui si colloca. Dibattiti e lunghe discussioni animano gli incontri dedicati al tema.

Gli stereotipi, ancora una volta,  diventano l’unico banale canovaccio da cui partire?  A guardare le opere realizzate per questa occasione da Dalisca e Famma Zagara, sembra proprio di no.

Due installazioni diverse, come lo sono le interpreti. Due installazioni che riescono a raccontare un concetto di femminilità in evoluzione e cambiamento senza essere banali e scontate. Un’immagine di donna che si “svela” e che “regge” il mondo.

Simone de Beauvoir (…) dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell’essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità. La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico? Basta una sottana a farla scendere in terra? Benché certe donne si sforzino con zelo di incarnarla, ci fa difetto un esemplare sicuro, un marchio depositato. Perciò essa viene descritta volentieri in termini vaghi e abbaglianti, che sembrano presi in prestito al vocabolario delle veggenti. Al tempo di S.Tommaso, la donna pareva un’essenza altrettanto sicuramente definita quanto la virtù soporifera del papavero. Ma il concettualismo ha perso terreno: le scienze biologiche e sociali non credono nell’esistenza di entità fisse e immutabili che definiscano tali caratteri, come quelli della Donna, dell’Ebreo, o del Negro; esse considerano il carattere una reazione secondaria ad una situazione. Se oggi la femminilità è scomparsa, è perché non è mai esistita (…)»

Femminilità: ovvero la consapevolezza di essere donna. Donna: non vi è corpo senza anima può  sembrare retorica invece è una condizione si ne qua non per essere femminili, per tirare fuori ( arte della maieutica) quelle qualità che  ci appartengono  grazie alla nostra condizione di genere. ( Dalisca)

Per conoscere meglio Dalisca vi consigliamo di visitare il suo sito 

Fiamma Zagara ha creato per l’evento un’installazione utilizzando uno dei suoi Troni, in materiale di riuso, color argento, che fa pensare al mondo attuale complesso ed intricato, ma ricco di opportunità.

Sul Trono siede un manichino di donna sicura di sé, determinata, rivestita di oro per sottolineare la sua preziosa femminilità e spiritualità. Tra le mani un globo irradia luce ed energia, oggi più che mai indispensabili per la vita e la realizzazione delle donne.

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