convegno-vaccini-locandina

Venerdì 20 gennaio 2017 alle ore 17,30 presso l’hotel Ambasciatori Palace in via Veneto 62 Roma, si è tenuto l’evento “Vaccini si o no? Verità e media”, a seguire aperitivo.

Lucia Votano
INTRODUZIONE

Perché parlare di Vaccini? Non tanto perché l’argomento sia di grande attualità, ma perché è un altro caso rappresentativo (come gli OGM che abbiamo già trattato) di storture culturali e metodologiche nell’approcciare nella nostra società un argomento o problema, storture che generano serie conseguenze sulla nostra vita di tutti i giorni.
La parola post-verità è stata definita dall’Oxford Dictionary parola dell’anno 2016: significa una notizia completamente falsa (fake-news, bufala) ma che, spacciata per autentica, sarebbe in grado di influenzare una parte dell’opinione pubblica. Spiega Carlo Sorrentino, professore di Sociologia dei processi culturali all’Università di Firenze, su Left “Frottole in giro ce ne sono sempre state, ciò che cambia nell’epoca della comunicazione digitale è la velocità di circolazione delle informazioni”. Il web in sostanza, è l’ambiente perfetto, per permettere alle bufale di circolare e di prosperare. Le notizie false cavalcano sentimenti di ansia e paura, generano spesso caos e allarmismo, e quelle più pericolose sono proprio le bufale che imperversano su temi scientifici e medici.
Presunte cure miracolose o viceversa bufale spacciate per cause di malattie: dalle campagne anti vaccini, alla leggenda di un nesso fra vaccino e autismo, passando per il caso Stamina e le false promesse del metodo Di Bella. Se le post -verità hanno tanto successo, è anche perché la figura dell’esperto è entrata in crisi, forse anche per il modo sguaiato e rissoso in cui gli esperti in tv si comportano. Il parere dell’uomo della strada ha la stessa valenza di chi ha dedicato anni di studi e ricerca su un determinato argomento. Le chiacchiere e le convinzioni da bar sono elevate a un rango di “verità”.
I social media ci hanno abituato a considerare la nostra opinione sempre pertinente e rilevante, anche quando non lo è. Ma allora che cos’è la verità? A chi interessa? È uno degli argomenti di ricerca più scottanti oggi in epistemologia, psicologia sociale, scienze cognitive etc. Personalmente per deformazione professionale conosco un solo metodo per arrivare alla verità, non certo esatta e assoluta, ma una verità condivisa: il metodo scientifico di Galileo Galilei.
Basandoci quindi sul metodo scientifico dobbiamo imparare a capire quali sono i segni legittimi per attribuire autorità a qualcuno e quali quelli illegittimi. Chi è? Quale il suo cv? Dove ha pubblicato, etc.? Un concetto fondamentale del metodo scientifico è quello di misura ed errore di misura. Applichiamolo anche alla misura di quanti sono i casi accertati in Italia di meningite da meningococco, anche qui c’è un errore di misura che dipende dall’accuratezza, dal numero di misure ma anche dallo strumento utilizzato. Ho letto su “Scienza in rete” un interessante articolo di Chiara Azzari ed Eugenio Paci, epidemiologhi del Meyer di Firenze che per spiegare l’incidenza maggiore dei casi in Toscana hanno avanzato la tesi che la causa sia il diverso metodo (rPCR) usato, un nuovo test di riconoscimento genetico per la diagnosi di meningite meningococcica rispetto all’esame batteriologico tradizionale.
Per ora è solo un’ipotesi da verificare, ma a me non sorprenderebbe per nulla. Ecco quindi perché abbiamo voluto per parlare di vaccini sia lo scienziato puro sia un serio giornalista scientifico, da una parte vogliano dare credito a un esperto e dall’altra approfondire la causa del diffondersi di notizie false su questo argomento.

Roma 20 gennaio 2017

Il servizio di Telenorba e l’articolo di Ansa Salute, che è possibile leggere qui, sono stati realizzati grazie all’interessamento della socia della Sezione Roma Marilena Turriziani.
Servizio Telenorba della collega Chiara De Stefano è possibile vederlo qui.

Abstract Prof. Maria RescignoCV Prof. Maria Rescigno

Abstract Roberto Satolli CV Roberto Satolli